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Recentemente sono state sviluppate tecniche sempre più economiche per l’estrazione, la purificazione e il sequenziamento del DNA. Inoltre tra gli studiosi si è generato un largo consenso sul valore tassonomico e biogeografico di un particolare segmento del DNA mitocondriale (cytochrome c oxidase I, CO1).

Il tasso di mutazione di questo gene negli animali è molto rapido e inoltre tende a conservarsi simile in tutti i conspecifici. Per queste caratteristiche è divenuto talmente popolare che sul suo sequenziamento è stato basato il “barcoding of life”. In pratica, poiché questo gene tende a differenziarsi rapidamente via via che le popolazioni divergono fino a diventare specie, esso può essere utilizzato come un vero e proprio codice a barre per attribuire un individuo ignoto alla sua specie e per ricostruire la storia evolutiva delle popolazioni tra regioni diverse.

Sequenziando questo gene possiamo acquisire importanti informazioni per riconoscere quali, tra tutte le farfalle italiane, rappresentino specie a se stanti ancora da descrivere, quali popolazioni formino delle linee genetiche tipiche dell’Italia e come le popolazioni di farfalle italiane siano arrivate ad occupare lo spazio dove oggi vivono.

Come ultima e fondamentale informazione, questo gene può rivelare quali popolazioni italiane siano a rischio di estinzione e suggerire dove e come intervenire.

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